A Ravenna il brindisi augurale di Legacoop con Sindaco e Arcivescovo

 

La mattina di mercoledì 20 dicembre si è tenuto il tradizionale brindisi di fine anno di Legacoop Romagna, ospitato nella sede ravennate di via Faentina, alla presenza del presidente e del direttore generale dell’associazione, Guglielmo Russo e Mario Mazzotti. Hanno portato i saluti della diocesi e della cittadinanza l’Arcivescovo Lorenzo Ghizzoni e il sindaco Michele de Pascale.

 

«È stato un anno per noi importante – ha affermato Russo – e se anche non siamo ancora usciti definitivamente dalla crisi i segnali sono positivi. Aumentiamo il fatturato e l’occupazione più e meglio dell’impresa non cooperativa: un’occupazione qualificata e a tempo indeterminato, quindi un segnale molto forte  per le giovani generazioni. E l’impresa al femminile è cresciuta di più del 9 per cento. In questi anni noi abbiamo fatto il nostro dovere, cioè quello di cooperatori».

 

Mario Mazzotti ha sottolineato qual è la differenza del modello cooperativo, un elemento virtuoso che, applicato tenendo fermi i suoi valori, è la ricetta di cui l’Italia ha bisogno. «Nel 2017 abbiamo prodotto cambiamenti importanti, sia nella nostra organizzazione e sia dal punto di vista della presenza nell’economia delle nostre 450 imprese associate.  La cooperazione intende essere una risposta alla crisi: anche perché usciamo da dieci anni interminabili che hanno registrato un aumento del tasso di disuguaglianza. È vero che ci sono più persone che lavorano ma spesso non è un ‘buon lavoro’, quello insomma che dovremmo sapere garantire ai giovani. Lo possiamo fare se saremo coerenti con il nostro modello dove è il lavoro che controlla il capitale e non il capitale che controlla il lavoro».

Il sindaco di Ravenna, dopo avere ricordato l’ex presidente di Cmc Massimo Matteucci, recentemente scomparso, e quanto sia stata grande la sua perdita per tutta la città, ha illustrato gli investimenti previsti nel bilancio del Comune che potranno coinvolgere anche le associate del sistema Legacoop Romagna: nel sostegno scolastico, nel settore sociale e nel campo della non autosufficienza, nella cultura e nelle infrastrutture. Per queste ultime è previsto un piano da 50 milioni di euro. Monsignor Lorenzo Ghizzoni, infine, prima di ricordare l’importanza e il significato profondo della Festa del Natale, si è soffermato su quelli che potranno essere gli obiettivi comuni della comunità locale. «Se si possono fare passi in avanti nei prossimi anni dovranno essere frutto di una vera collaborazione tra le migliori energie. Questo comporta mettere in secondo piano le rigidità ideologiche per puntare al bene comune, cioè al bene delle persone».

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