Aldo Soldi (Coopfond): «La sfida cooperativa piace ai giovani Ecco perché torniamo con “Coopstartup”»

Gaetano Foggetti – dal Corriere Romagna del 17/10/2018
Il fondo mutualistico e Legacoop propongono per il secondo anno il progetto Per chi partecipa momenti formativi e risorse per poter dare il via all’ impresa

 

FORLÌ Torna con la seconda edizione “Coopstartup”, il bando per la nascita di nuove cooperative – soprattutto tra i giovani- promosso a livello nazionale da Legacoop e Coopfond, il fondo mutualistico di cui Aldo Soldi è il direttore generale.

 

Questo impegno rappresenta una novità rispetto ai vostri scopi istituzionali?
«In realtà no. Tra gli obiettivi della legge 19 del 1992, istitutiva dei fondi mutualistici, c’ è proprio la promozione e lo sviluppo della cooperazione e abbiamo pensato che questo potesse essere realizzato con un progetto attivo che vede il coinvolgimento di tanti partner. La definirei una applicazione evoluta di una delle ragioni d’ essere del fondo».

 

In ambito nazionale che tipo di adesioni ha riscontrato?
«Posso dire che il grado di attrattiva dello strumento cooperativo è molto alto. Dalla Puglia al Friuli, dalla Campania alla Calabria abbiamo riscontrato un grande interesse soprattutto dei giovani. E questo credo sia un indicatore molto incoraggiante. È passato il messaggio che le cooperative sono imprese che rappresentano una sfida che motiva e che può spingere a trasformare questa voglia con azioni imprenditoriali che riescono a stare sul mercato. Il percorso ha preso il via 4 anni fa e nell’ ultimo biennio sono nate le prime cooperative che ora si stanno consolidando. C’ è attenzione da parte dei giovani e molta disponibilità di partner come Università e centri deiricerca che abbiamo coinvolto».

 

Non c’ è una Italia a due velocità quindi?
«Il Nord e il Sud della Penisola non sono uguali al Nord e al Sud cooperativo. Per esempio abbiamo trovato risposte molto belle sia in Puglia sia in Friuli Venezia Giulia».

 

Durante i suoi viaggi nel Paese per presentare il progetto o verificarne l’ esito ha avuto qualche incontro particolare?
«Devo dire che ho visto tante situazioni, diverse tra loro ma in gran parte positive. L’ episodio che mi ha colpito di più è stato il racconto di una ragazza in Liguria che mi ha spiegato di aver partecipato agli appuntamenti divulgativi per conoscere il progetto di “Coopstartup” con l’ intento dicer care un lavoro, per poi accorgersi che era possibile mettersi in gioco condividendola stessa idea con al trie trovando proprio nella formula cooperativa lo strumento ideale. Una “start up” cooperativa non è la bella idea imprenditoriale che si vende per poi monetizzarla e “scappare”. Da noi non c’ è una sorta di “strategia di uscita”, le nostre imprese si pongono tutte il dovere di resistere. È per questo che un giovane che sceglie questa formula fa una scelta ben precisa».

 

Cosa pensa dei venti negativi che sembrano soffiare sulla cooperazione?
«Credo che ci siano a tale proposito due temi di attualità: molte delle ragioni che fanno criticare le cooperative attengono all’ esistenza di realtà che si spacciano falsamente come tali. Per contra stare questo fenomeno c’ è una proposta di legge di iniziativa popolare che giace in Parlamento. E poi c’ è il tema del massimo ribasso negli appalti di beni o servizi: le cooperativeche lavorano con serietà retribuendo socie lavoratori si trovano in grande disagio di fronte a concorrenti che propongono sconti che fanno mancare le condizioni economiche minime per tutelare chi presta la propria opera. Sono convinto, però, che lo strumento cooperativo mantenga inalterate le sue grandi prospettive».

 

Lei è direttore di Coopfond dal 2011, come è cambiato lo scenario nazionale?
«Sono stati 7 anni molto duri, quelli in cui la crisi ha influito anche sul mondo cooperativo e non poteva essere altrimenti. Una cosa che, però, ci ha favorevolmente colpito è la serietà con cui gran parte delle coop hanno mantenuto i propri impegni con il fondo.
Lo ritengo prima di tutto un segno di grande rispetto, perché c’ è la consapevolezza che quelle risorse servono ad aiutare altre cooperative. L’ appunto che muovo è che in alcuni casi, per fortuna circoscritti, si è preso atto della crisi in ritardo o addirittura troppo tardi per sopravvivere, forse perché si veniva da un periodo di grande sviluppo. Questo, però, è un insegnamento che deve rimanere perché l’ economia attuale richiede scelte sempre più coraggiose e veloci».

 


IN ROMAGNA ESPERIENZA GIÀ CONSOLIDATA

Sono Legacoop Romagna, Coop Alleanza 3.0 e Coopfond a promuovere ancora la nascita di nuove cooperative nel territorio di Forlì -Cesena, Rimini e Ravenna con la seconda edizione di “Coopstartup Romagna”. Le novità di quest’ anno sono le iscrizioni aperte anche ai singoli e senza limiti di età, ma con punteggi premianti per gli under 40. Per tutti, indipendentemente dall’ esito, è garantito un percorso di formazione gratuito sulla gestione di impresa. In palio per ogni progetto vincitore (fino a un massimo di 4) ci sono 12mila euro per avviare la.cooperativa. L’iniziativa ha il patrocinio dell’Università di Bologna e dei Comuni di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini. Le premiazioni sono in progrmma a giugno 2019. Ammessi gruppi di almeno 3 persone che intendano costituire un’impresa cooperativa con sede legale e/o operativa nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini e cooperative costituitesi dopo il primo ottobre 2017. Da questa edizione la piattaforma è aperta anche ai singoli che vogliono esporre un’idea o mettere a disposizione le loro competenze professionali: verrà poi favorita la formazione di nuovi gruppi o l’inserimento in team esistenti. Anche chi ha presentato idee alla prima edizione può presentarsi di nuovo, ma con progetti diversi. Iscrizioni e informazioni su www.coopstartup.it/romagna, così come al numero 342 8166903 (anche via whatsapp)

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