Apofruit Italia e Besana lanciano la Frutta secca Made in Italy

Mandorle, nocciole, noci e pistacchi. Ovvero, frutta secca: uno dei nuovi trend alimentari che piacciono di più ai consumatori. Ma negli scaffali dei supermercati gran parte di questi prodotti è di importazione, anche perché i produttori italiani sono piccoli e frammentati, quindi non in grado di investire e promuoversi all’estero. A fare massa critica ci hanno pensato per primi la cooperativa Apofruit Italia e il gruppo privato Besana, che hanno stretto il primo accordo per la produzione della “Frutta secca Made in Italy”. Le principali aree geografiche interessate sono Emilia Romagna, Puglia, Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia. Si inizia con 2.000 ettari totali, ma l’obiettivo è quello di arrivare a 2.000 ettari a mandorlo, 1.000 a nocciolo, 500 a noci. Alta tecnologia e sostenibilità sono le parole d’ordine.

Il patto è stato presentato oggi a Macfrut. «Gran parte della frutta secca presente sui mercati italiani è di importazione e questo progetto, dunque, rappresenta un’opportunità per la produzione italiana – evidenzia Ilenio Bastoni, Direttore Generale di Apofruit – e c’è inoltre la necessità di essere accanto ai produttori italiani con una proposta che serva loro da incentivo e accompagni il prodotto sui mercati nazionale ed esteri».   

L’export sarà affidato a Besana, mentre Apofruit terrà le fila della vendita in Italia. Si parte da mercati generali e canali specializzati del biologico, poi si passa alla Gdo. I marchi saranno Solarelli, Besana e Almaverde Bio.

Potrebbe essere un’opportunità anche per gli agricoltori che pensano di abbandonare produzioni non più redditizie. “C’è la possibilità – spiega Riccardo Calcagni, Amministratore Delegato di Besana – di convertire produzioni non più così remunerative per i coltivatori in piante da frutto dalla redditività che si prolunga fino a 35 anni”.

Emilio Gelosi

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