Il presidente di Legacoop Romagna intervistato dal Carlino Top 500 Imprese

 

GUGLIELMO Russo, presidente di Legacoop Romagna, la crisi può essere considerata definitivamente alle spalle?
«Non abbassiamo la guardia: ci sono dati positivi, ma la crisi non è finita del tutto. L’ Emilia Romagna si conferma la prima regione italiana per ritmo di crescita insieme a Veneto e Lombardia, nel 2017. La cooperazione è protagonista della ripresa in tre terreni: sviluppo dell’ occupazione, consolidamento delle imprese cooperative, qualificazione della coesione sociale».

 

Con quale ritmo c’ è stata questa crescita?

 

«Tra il 2007 e il 2016, in Emilia Romagna, abbiamo incrementato il fatturato del 23,4%: l’ aumento delle imprese non cooperative è stato del 16,4%. L’ occupazione è cresciuta del 5,5% rispetto al 2,1% altrui. E ancora, l’ impresa cooperativa al femminile si è incrementata del 9,1%. I dati di Unioncamere riguardano l’ Alleanza delle cooperative italiane nel complesso, quindi Legacoop, Confcooperative e Agci. Quelli di Legacoop Romagna sono in linea con questo trend».

 

Gli investimenti sono la chiave per lo sviluppo.

 

«In Romagna, tra il 2017 e il 2018, Conad investe 130 milioni di euro. Coop ha raddoppiato l’ Esp di Ravenna. Due esempi importanti per dire che noi abbiamo fatto il nostro dovere di cooperatori».

 

Quali le motivazioni di questo successo?

 

«La coop hanno saputo cambiare, adattarsi ai mutamenti e innovarsi. Ci siamo dati obiettivi strategici: la specializzazione produttiva, l’ innovazione di processo e prodotto, la ricerca di nuovi mercati e il consolidamento delle governance. Emblematica in tal senso è la Cmc».

 

Ma come sta il comparto dell’ edilizia?

 

«Vantiamo il segno più in tutti i settori eccetto l’ edilizia che è ancora in crisi. Ci siamo riorganizzati tramite il consorzio Integra, ma chiediamo una ripresa a livello nazionale e regionale di un piano di opere pubbliche. Nel 2017 ci sono state meno gare rispetto al 2016, non si può andare avanti così».

 

Guardando al futuro, si va sempre più verso coop di grandi dimensioni?

 

«No, il futuro è a tutto tondo. La diversificazione dell’ impresa cooperativa è la nostra forza. Siamo radicati nel territorio, ma con lo sguardo lungo. Abbiamo riorganizzato il nostro servizio di consulenza, in questi giorni è stata costituita la nuova società Federcoop Romagna: con cinque milioni di fatturato, 80 tra dipendenti e consulenti, nata dall’ unificazione delle tre realtà provinciali, è la più grande società di consulenza della regione e italiana. Fornisce servizi integrati e qualificati a 360 gradi, dalla tenuta delle buste paga alla consulenza strategica».

 

Filiera, innovazione, sistema: saranno ancora le strade da seguire?

 

«Sì e aggiungo la necessità del ricambio generazionale. Stiamo costruendo percorsi di inserimento e di crescita di giovani cooperatori nelle nostre governance, per mettere in risalto le loro capacità. Alfredo Fioretti, presidente della Cmc, ha 40 anni».

 

Il ricambio c’ è in agricoltura?

 

«C’è, come ci sono i risultati».

 

Lei ha sempre rivendicato la necessità di una Romagna meglio integrata, con una nuova governance istituzionale.

 

«Il dialogo con la Regione c’è ed è proficuo. Gli obiettivi sono di sistema e hanno bisogno di un assetto istituzionale adeguato. La sconfitta del referendum ci ha riconsegnato le province, ma nelle condizioni che tutti conosciamo. Oggi l’ assetto istituzionale non è pienamente adeguato a una corretta amministrazione del territorio».

 

Come si esce dall’ impasse?

 

«Bisogna costituire la provincia unica di Romagna. Un livello istituzionale di area vasta in grado di gestire le politiche di sistema. I tempi sono maturi».

 

Qualcuno, come la Lega, chiede la Regione Romagna…

 

«Non esiste. La regione è l’ Emilia Romagna. Guai a cadere ancora nella trappola dei localismi».

 

Quali le aspettative per 2018 di Legacoop Romagna?

 

«Il consolidamento dei risultati, la crescita delle imprese e anche di un sistema valoriale forte».

 

Giuseppe Catapano

dal Carlino Top 500 Imprese

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