Codice appalti: Legacoop a confronto con il viceministro Nencini [video] [foto]

 

Nel quinquennio 2012-2017 le cooperative romagnole hanno incrementato l’occupazione del 5,5% contro il 2,1% di tutte le altre imprese, nonostante una riduzione del 3,4% del numero delle cooperative. È con questi numeri positivi che il mondo delle imprese associate a Legacoop Romagna si è presentato oggi di fronte al vice ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Riccardo Nencini, con l’obiettivo di confrontarsi sul nuovo codice appalti.

 

«Uno strumento importante, che contiene un elemento di tutela per la partecipazione e l’accesso delle piccole e medie imprese – ha ricordato in apertura il direttore generale di Legacoop Romagna, Mario Mazzotti – ma che presenta anche criticità da non sottovalutare, come la riduzione consistente del numero delle gare, determinata dall’incertezza e dalla mancanza dei decreti attuativi. Un ulteriore elemento di preoccupazione per le imprese è rappresentato dalle recenti normative approvate in materia di antimafia relativamente ai consorzi tra imprese».

«Nel 2013 in Italia, tra ricorsi e problemi vari, servivano 13 anni e mezzo per completare un’opera, un’eternità», ha ricordato il viceministro Nencini. «Il nuovo codice degli appalti non è nato solo come strumento di trasparenza, ma per rendere più efficiente il mercato di servizi e opere pubbliche. I soldi appostati ci sono, gli strumenti anche: ora servono i progetti esecutivi delle amministrazioni per sbloccare il mercato delle opere pubbliche».

 

 

L’analisi puntuale del codice è stata condotta dal presidente di Legacoopservizi Emilia-Romagna, Alberto Armuzzi, e dal responsabile di Legacoop Romagna per le strategia di impresa Gilberto Minguzzi. «Ci proponiamo di accompagnare l’impegno di adeguamento delle stazioni appaltanti svolgendo un monitoraggio costante e stipulando patti con le istituzioni per la costituzione di Tavoli o Osservatori. Intendiamo dare aggiornamenti in tempo reale sull’effettivo stato di attuazione delle procedure previste dal codice e delle sue best practice», ha detto Minguzzi.

 

 

All’iniziativa hanno partecipato anche Ortensia Guidi e Francesco Frieri, rispettivamente responsabile Servizio Beni e servizi di spesa comune Intercent-ER e Direttore Generale alle Risorse, Europa, Innovazione e Istituzioni della Regione Emilia-Romagna.

Le conclusioni sono state affidate al presidente di Legacoop Emilia-Romagna, Giovanni Monti, che ha insistito sull’esigenza di «contrastare le imprese che non rispettano le regole, a cominciare dalle “cooperative spurie”, che inquinano tutto il mondo cooperativo. Ovviamente contrastare l’illegalità non è sufficiente: per rispondere alla drammaticità degli effetti crisi, le imprese devono innovarsi, e noi siamo impegnati ad accompagnare le nostre lungo questo percorso, e fare in modo che il capitale pubblico e quello privato si incontrino per fare partire le opere necessarie».

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