«Contro la giungla dei contratti pirata serve una legge nazionale sulla rappresentanza»

Rinnovo dei contratti di lavoro, operatività dei consorzi, situazione dell’edilizia e grandi opere, rapporti con i committenti: sono alcuni dei temi caldi per le cooperative del settore Produzione e Servizi di Legacoop delle province di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena, che si sono incontrate in avvio della fase che porterà il comparto al congresso nazionale di marzo.

Alla riunione, coordinata dal presidente di Legacoop Romagna, Mario Mazzotti, e dal responsabile di settore Massimiliano Manuzzi, hanno partecipato i rappresentanti delle principali cooperative e consorzi edili, industriali, impiantistiche, dei servizi, dell’energia, del facchinaggio, della logistica e dei trasporti.

«Si tratta di una filiera centrale per qualità e rilievo economico delle imprese associate – ha spiegato il presidente Mazzotti – in cui lavorano molte migliaia di persone e che esprime alcune eccellenze a livello nazionale. Il comparto, ad esclusione del settore dell’edilizia e di parte dell’indotto, è riuscito ad affrontare e superare la crisi incrementando fatturato e occupazione. Purtroppo nel corso di questi anni cominciamo a pagare la contrazione degli investimenti pubblici. A questa vanno aggiunti costi crescenti, sia per quanto riguarda le materie prime sia per quanto riguarda gli investimenti, e condizioni di concorrenza sleale da parte di false cooperative e imprese che praticano “dumping” sui prezzi, rinunciando a tutele fondamentali per il lavoro e la qualità». 

Non a caso uno dei problemi posti con maggiore vigore dai cooperatori è l’assenza di una legge nazionale sulla rappresentanza, che finalmente ponga fine alla giungla dei cosiddetti “contratti pirata”: oltre 800 contratti depositati al CNEL, di cui solo una minima parte sottoscritti dai tre principali sindacati dei lavoratori.

«E’ un problema enorme – ha detto Mazzotti – che consente alle stazioni appaltanti di utilizzare contratti diversi, anche quelli non sempre attinenti ai settori di riferimento, creando dumping sociale, concorrenza sleale e drogando il mercato. Tutto ciò si innesta, in particolare nel settore della logistica, in una situazione di strutturale difficoltà finanziaria per molte cooperative, con la conseguente difficoltà, e in alcuni casi impossibilità di corrispondere completamente gli incrementi salariali previsti contrattualmente».

E’ stata poi affrontata la necessità di riprendere l’iniziativa nazionale contro le false cooperative, per le quali giace in parlamento una proposta di legge dell’ACI, e di arrivare a un chiarimento delle normative che regolano le forme consortili.

Sulle problematiche legate alla natura e allo sviluppo dei consorzi si terranno iniziative di approfondimento e un apposito convegno nei prossimi mesi, in vista dell’assemblea nazionale dei delegati del settore prevista nel mese di marzo.

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