Diecimila soci e seimila occupati: le cooperative sociali romagnole verso il congresso nazionale

Un mondo fatto di più di 60 imprese, con oltre 10mila soci e circa 6mila occupati. E’ quello delle cooperative sociali di Legacoop Romagna, un settore che negli anni della crisi ha tenuto, sia dal punto di vista della produzione che degli occupati, garantendo coesione sociale, qualità dei servizi e radicamento territoriale. Il comparto si è riunito venerdì 13 ottobre a Ravenna, in occasione del congresso di area vasta svolto alla sala Nullo Baldini.

 

Da sinistra: Alberani, Mazzotti, Protti, Iengo e Galanti.

 

L’appuntamento si è aperto con un approfondimento sulla nuova normativa relativa a impresa sociale e terzo settore svolto dal responsabile fisco e legislazione di Legacoop nazionale Mauro Iengo e dalle esperte di Federcoop Laura Macrì e Roberta Boghi. I lavori sono stati coordinati dai responsabili di settore di Legacoop Romagna, Emiliano Galanti e Federica Protti.

«La nuova normativa presenta luci e ombre – ha concluso la parte seminariale il direttore generale di Legacoop Romagna, Mario Mazzotti – e necessita di numerosi chiarimenti. La nostra iniziativa in materia non potrà che partire dalla difesa della distintività della cooperazione e del suo ruolo in un welfare universale e pubblico, per il quale svolgiamo un ruolo fondamentale».

 

 

Nel documento congressuale che sarà oggetto degli appuntamenti di Bologna (il prossimo 23 ottobre) e Roma (il 15 e 16 novembre) sono tantissimi i temi strategici, dal posizionamento della cooperazione sociale nel mercato alla creazione di nuovi strumenti finanziari di sviluppo, una materia su cui Legacoop Romagna è protagonista con il progetto europeo “Fit4Se”, fino al rinnovo del contratto nazionale di lavoro per il quale è in corso una serrata trattativa.

Gli interventi dal pubblico hanno richiamato, tra le altre cose, una maggiore uniformità della contrattazione territoriale e l’esigenza di mantenere alto il focus associativo sul codice appalti, affinché prevalgano percorsi di accreditamento e co-progettazione che spostino in maniera radicale la giusta concorrenza tra imprese non sul prezzo ma sulla qualità del progetto, a maggiore tutela di persone e lavoratori.

 

Il tavolo dei relatori

 

«In un momento di grave crisi economica del Paese – ha concluso il presidente di Legacoopsociali Emilia-Romagna, Alberto Alberani – la cooperazione sociale ha aumentato occupati e valori economici. Abbiamo una responsabilità molto alta a livello di associazione perché siamo un elemento di connessione fondamentale tra le esigenze delle imprese e tutti i livelli di governo».

 

 

L’ELENCO DEI DELEGATI ROMAGNOLI AL CONGRESSO DI LEGACOOPSOCIALI

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