Coopstartup Romagna: apprezzamento e ottimi numeri per il progetto di promozione cooperativa

Esiste una via cooperativa alle startup: non tutte le imprese nascono per essere quotate o vendute per ottenere il massimo “capital gain”. Alcune hanno l’obiettivo di creare lavoro e ricchezza nel territorio in cui operano e tra queste le cooperative svolgono un ruolo di primissimo piano.

Se ne è parlato venerdì 29 settembre a palazzo Hercolani di Forlì, in occasione della presentazione di Coopstartup Romagna all’interno della Settimana del Buon Vivere, manifestazione dedicata all’economia sostenibile.

Il progetto di promozione cooperativa è stato lanciato a marzo da Coopfond e Legacoop Romagna, in collaborazione con Legacoop Emilia-Romagna e Coop Alleanza 3.0. Presenti in sala, tra gli altri, il parlamentare Bruno Molea, il vicesindaco di Forlì Lubiano Montaguti e il consigliere della Fondazione Cassa dei Risparmi Massimo Balzani.

 

 

Il coordinatore di Coopstartup Romagna, Emiliano Galanti, ha rendicontato numeri elevati: più di 150 persone coinvolte nella prima fase, 36 gruppi ammessi, che saranno poi scremati a 20 per la formazione dal vivo. Attirati da un piano di comunicazione e di eventi che ha raggiunto a 360 gradi tutte e tre le province, da una dotazione adeguata e soprattutto da un modello molto diverso rispetto a quello “turbocapitalistico”, più vicino alle persone e alle loro necessità.

«Senza togliere nulla a chi guarda alla “Silicon Valley”, chi decide di impegnarsi in una cooperativa cerca un altro tipo di esperienza», ha spiegato il presidente di Legacoop Romagna Guglielmo Russo. «Chi costituisce una cooperativa non ha in mente speculazioni, non vuole vendere presto l’idea e reinvestire, magari all’estero, ma vuole creare lavoro e ricchezza nel suo territorio e per il suo territorio. In più Legacoop ci mette la sua rete, un network di cooperative che fa da tutor, ben radicate e in grado di accompagnare la costruzione e il consolidamento del progetto».

 

Morabito, Russo e Mazzotti

 

 

 

«I risultati che abbiamo ottenuto ci fanno pensare che Coopstartup possa diventare una costante del lavoro di Legacoop in questo territorio», ha aggiunto il direttore generale di Legacoop Romagna, Mario Mazzotti. «Le persone che si cimentano in questo percorso lo fanno pensando a un futuro in cui l’idea di comunità prevale rispetto alle logiche del capitalismo. C’è un percorso di condivisione e di mutualità, che è il presupposto della cooperazione. La sostenibilità di un progetto di azienda va pensata in rapporto a un futuro in cui se funziona si reinveste all’interno dell’impresa: il patrimonio dell’intergenerazionalità è intrinseco nella cooperazione ed è il suo punto di forza».

Mazzotti e Russo hanno citato l’ampia mole di lavoro svolta da Legacoop Romagna per la costituzione di nuova impresa, che non si esaurisce con Coopstartup, ma va dall’incentivazione dei “worker’s buyout”, con l’impegno diretto delle aziende in cui i lavoratori acquisiscono l’azienda, alle collaborazioni tra imprese già esistenti, fino al rapporto quotidiano dei referenti dello sportello “Fare Cooperativa” con il territorio.

«Coopstartup – ha concluso il direttore promozione attiva di Coopfond, Alfredo Morabito – viene da 4 anni di sperimentazioni in giro per l’Italia, alla ricerca di nuovi canali e nuovi linguaggi per raggiungere le nuove generazioni di imprenditori. Non è stato facile, ma abbiamo avuto risultati importanti. Replicare con numeri significativi in un territorio ad alto tasso cooperativo e a occupazione piena come la Romagna non era affatto scontato: la cooperazione si conferma una formula efficace per creare lavoro, realizzare progetti, fare impresa».

 

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