E45, Russo intervistato dal Carlino nazionale

CESENA LEGACOOP Romagna non ci sta e chiede al Governo Conte di non sottovalutare, «oltre a quanto già non abbia fatto» la situazione della E45, definita dal presidente Guglielmo Russo senza troppi dubbi «un’arteria fondamentale per il trasporto e per il commercio su ruote italiano».
Presidente Russo, come avete accolto l’improvvisa scomparsa degli 8 milioni di euro all’interno del Decretone approvato alla Camera? Fino a poco tempo fa erano stati promessi, assicurati, dati per certi.
«Così ci era stato promesso, e le promesse vanno mantenute. Questa mancanza perciò, per quanto ci riguarda, è un fatto gravissimo».

Solo una questione di principio?
«Macché, è di sostanza: la retromarcia improvvisa del governo va a colpire centinaia di attività produttive e di famiglie del nostro territorio, ed è incredibile come il governo, con i relativi Ministeri, sottovaluti un danno che riguarda soprattutto gli autotrasportatori».

A pochi giorni dalla chiusura del tratto di strada della E45 Legacoop aveva realizzato un’ indagine conoscitiva sulla situazione di disagio di cittadini e imprese. Cosa ne resta?
«Considerato il grave disagio venutasi a creare con la chiusura della E45, l’ Emilia Romagna ha dichiarato lo stato di crisi regionale nel territorio dell’ Unione Valle del Savio e dei Comuni di Sogliano al Rubicone, Sant’ Agata Feltria e Roncofreddo, stanziando 250 mila euro per l’ attuazione delle prime misure di assistenza e sostegno alla popolazione e alle attività economiche e produttive colpite. Più tardi è stato però precisato che il danno andava ben oltre i 10 milioni di euro, la maggior parte dei quali ascrivibile agli autotrasportatori. Mi domando come si possa ignorare un dato così drammatico».

Come agirete adesso?
«Continueremo la nostra battaglia al fianco dei sindaci dell’ Unione Valle Savio affinché queste risorse promesse vengano stanziate. Nonostante sia passato del tempo e siano stati creati percorsi alternativi, si parla ancora di una ‘piaga’ per l’economia locale.
Con percorsi alternativi la situazione si è assestata e le imprese si stanno adoperando per mantenere attività produttiva e occupazione, ma ricordiamo che sono costi aggiuntivi non previsti dalle imprese».

Spera almeno che il governo darà una spiegazione a questa mancanza?
«Lo auspichiamo. Questa sottovalutazione non è positiva per nessuno: né per il Ministero del lavoro, né per lo Sviluppo economico, e tanto meno non lo è per i lavoratori interessati. Si sta innescando una situazione di crisi sempre più acuta che senza immediate risposte provocherà danni seri al tessuto socio-economico del nostro territorio».

Di Alessandro Notarnicola – 22/3/2019

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