«Federcoop Romagna è proiettata nel futuro»

Il team di Federcoop Romagna all’assemblea svolta a Mandriole.

Paolo Lucchi dal 14 ottobre dello scorso anno è l’amministratore delegato di Federcoop Romagna, la struttura di servizi alle imprese, tra le più importanti del territorio romagnolo, nata dalla fusione di Federcoop Nullo Baldini, CoopServizi Forlì e Contabilcoop Rimini. Nella recente Convention alla Fattoria Guiccioli di Mandriole ha tracciato le linee lungo cui verrà organizzata l’attività di Federcoop nel 2020.


Quale criterio vi ispira?
«Quello di essere proiettati verso il futuro, come dovrebbe essere qualunque struttura di servizi, valorizzando quindi lo sforzo dei più giovani, ma senza dimenticare le radici che ci hanno fatto forti e che continuano a tenerci assieme».


In che modo definirebbe l’attività di Federcoop?

«Intanto va precisato che Federcoop non propone ed organizza solo servizi per le imprese: dobbiamo ricordarci di come la nostra consulenza sia fondamentale per far crescere e difendere le oltre 400 cooperative romagnole con le quali abbiamo a che fare. E questo porta con sé un’ulteriore responsabilità, perché dalla rete delle nostre cooperative, cioè dai loro servizi, dai loro prodotti, dalla loro attività rivolte alle nostre comunità, passa una parte fondamentale della qualità della vita della Romagna. E quindi noi dobbiamo sentirci orgogliosi di essere importanti anche per le nostre comunità».


È un impegno costante?
«Certo. Essere consapevoli del ruolo che abbiamo nei confronti della comunità ci deve permettere di occuparci di consulenza fiscale, legale, contabile, del lavoro, societaria, modelli organizzativi, servizi telematici, garantendo sempre un valore aggiunto fatto di professionalità e partecipazione alle scelte delle imprese delle quali ci occupiamo.
E non solo per la Romagna, poiché siamo capaci di competere anche a livello nazionale, con un’ampia gamma di servizi di cui fruisce la stessa struttura nazionale di Legacoop».

Paolo Lucchi


In che modo rispondete alle esigenze delle imprese?
«Con la competenza di professionisti e addetti qualificati in ogni campo della consulenza aziendale nelle sedi di Ravenna, Forlì, Cesena e Rimini.
Tra le altre cose, questa è la caratteristica che ci permette di essere tra i protagonisti di un fondamentale progetto di sviluppo della cultura d’impresa, che ci potrà portare a costruire una rete tra le Associazioni di rappresentanza imprenditoriale, che ci collochi non più in competizione gli uni con gli altri».


La strategia punta anche al valore della rappresentanza associativa?
«Una scelta che negli anni di questa infinita crisi economica e sociale, servirà a non rincorrersi, ma piuttosto ad utilizzare al meglio le reciproche professionalità ed i progetti più qualificanti già messi a disposizione delle imprese più innovative, che le stesse facciano riferimento ad un’Associazione o all’altra».


È una scommessa?
«Noi abbiamo deciso di giocarcela fino in fondo. E lo faremo insieme, dipendenti e soci di Federcoop Romagna, come abbiamo spiegato durante la Convention, tenutasi non casualmente alla Fattoria Guiccioli di Mandriole. L’abbiamo scelta perché è uno dei luoghi simbolo della storia d’Italia, il luogo perfetto per fare incontrare la storia, il presente ed il futuro della cooperazione. Anche per questo in quell’occasione abbiamo consegnate le tradizionali borse di studio dedicate ai figli dei dipendenti che si sono distinti nell’ambito degli studi. Perché da sempre i cooperatori sanno di dovere lasciare le cose migliori di come le hanno lasciate e di dover pensare a coloro che arriveranno dopo di noi».


a cura di Paolo Pingani

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