Grande festa per i 70 anni di C.A.C.

All’evento di domenica 6 maggio, in occasione del settantesimo compleanno di C.A.C., hanno partecipato più di 1.300 persone tra agricoltori soci, addetti lavoratori del comparto, tecnici, collaboratori, dipendenti e referenti politici.
La mattinata è cominciata con i lavori istituzionali dell’Assemblea Generale dei Soci, in cui è stato esposto il bilancio 2017 che – a dire del Presidente Giovanni Piersanti – “non si presenta come positivo… bensì eccellente!”. Inoltre sono state presentate le prospettive future per il raccolto 2018 e, rispettando la cadenza dei mandati triennali, è stata rinnovata la Commissione Elettorale, approvata dall’Assemblea all’unanimità.
Al termine dell’intervento dell’Assessora all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna Simona Caselli, è stato proiettato un video descrittivo della storia della Cooperativa; ha poi preso avvio la tavola rotonda che ha visto protagonisti il Presidente di Legacoop Nazionale Mauro Lusetti, il Sindaco di Cesena Paolo Lucchi, la Direttrice di C.A.C. fino all’anno 2000 Gabriella Biondi, il Direttore Operativo di C.A.C. Stefano Balestri, il Socio storico Renzo Zamagna e il Socio componente del Gruppo Giovani Andrea Fantini. La chiacchierata, fra sketch, ricordi e speranze future, è stata moderata dal conduttore televisivo Patrizio Roversi, ospite della giornata.
Sono state tante le sorprese per gli invitati: musica live, aperitivo, pranzo, in cui si è potuto assistere in diretta alla preparazione di una maxi torta da 150 kg opera del pasticcere Sebastiano Caridi, e infine uno spettacolo emozionante di danza aerea. I presenti hanno potuto ammirare la mostra a pannelli che ripercorre tutte le fasi salienti dei primi settant’anni di storia della Cooperativa e hanno ricevuto il libro illustrativo “C.A.C.: in campo da 70 anni”.

Il Presidente Giovanni Piersanti ha chiuso il suo discorso con queste parole: “Siamo fieri della nostra storia, ma è necessario continuare a rafforzare il patrimonio di valori che i padri fondatori hanno creato, secondo il motto ‘tradizione e innovazione’. Il filo conduttore tramandatoci dagli amministratori e dai dirigenti del passato è stato ed è tuttora di grande insegnamento: dobbiamo adoperarci con tutte le nostre capacità per creare nuovi vantaggi competitivi nel mercato della moltiplicazione sementiera. Oggi possiamo affermare che siamo una grande Cooperativa, una grande azienda che nel settore sementiero sviluppa un grande fatturato.”

La storia di C.A.C. è un racconto di coltivatori che, insieme a dirigenti, impiegati e operai della Cooperativa, hanno costruito e coltivato una dimensione solida e preparata a rispondere alle esigenze di un mercato in costante mutamento.
Quello di C.A.C. è un racconto lungo 70 anni che parte dalla terra e da questa continua a crescere, sperimentando e innovando. I 18 soci fondatori che, sottoscrivendo una quota di mille lire, diedero vita alla Cooperativa Agricola di San Giorgio nel 1948, non avrebbero mai pensato di poter raggiungere simili traguardi. La Cooperativa Agricola Cesenate, nata nel 1961 dalla fusione con la Cooperativa Agricola di Ponte Pietra di Cesena, a cui si aggiunsero poi la Cooperativa Agricola di Gambettola nel 1963 e, infine, la Cooperativa Sementi Elette di Rimini nel 1972, trova le proprie radici in queste quattro realtà. Da esse ha preso avvio uno straordinario viaggio fatto di sacrifici e di dedizione al lavoro.
Sorta inizialmente come cooperativa macchine, l’azienda si è in seguito specializzata nella moltiplicazione sementiera. Tale scelta ha permesso alla Cooperativa uno sviluppo intenso sul piano commerciale, prima oltre i confini nazionali e poi oltre quelli europei.
Oggi C.A.C. è un’azienda leader a livello mondiale del settore sementiero, che conta circa 2200 soci (distribuiti in Emilia-Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Veneto, Toscana, Molise e Puglia) ed oltre 230 dipendenti. La Cooperativa ha 5 stabilimenti e un valore della produzione che ha superato i 39 milioni di euro.
La composizione odierna dei mercati della Cooperativa risulta essere per il 40% formata da clienti asiatici, per il 40% da clienti europei al di fuori dell’Italia e per il restante 20% da clienti nazionali.
I principali Paesi nei quali esporta sono Olanda, Francia, Spagna, Germania, Giappone, Corea del sud e Cina. In Italia, una delle zone più vocate al mondo, coltiva più ettari dei primi quattro concorrenti stranieri messi insieme.

Per quanto riguarda il 2017, anche se gli ettari riprodotti (oltre 5.100) sono stati inferiori all’anno precedente – la riduzione è stata principalmente legata alla coltura del coriandolo – le altre colture, in particolare quelle specializzate, hanno registrato un aumento di oltre il 10%.
Dal punto di vista della qualità è stata una buona annata fatta eccezione per la coltura di carota che, causa malattia sul seme, ha registrato un valore molto alto di contestazioni. Nel 2017 l’importo liquidato agli agricoltori ammonta a oltre 21 milioni di euro (il 7,9% in più rispetto al 2016), compresa la liquidazione del materiale vivaistico. La liquidazione ai Soci ha rappresentato una parte importante del valore della produzione; oltre al prezzo di riferimento e alle integrazioni deliberate a novembre, in marzo il Consiglio di Amministrazione ha stabilito un premio qualità per oltre 2 milioni di euro calcolato con un incremento del 20% sui parametri dello scorso anno. Un altro elemento positivo dell’ultimo bilancio è il contenimento dei costi, la cui incidenza sul valore della produzione è stata la più bassa degli ultimi anni. Fra i costi della Cooperativa una voce importante è legata al personale: nel 2017 C.A.C. ha occupato oltre 230 addetti e ha erogato retribuzioni per 7,8 milioni di euro. Questo bilancio ha anche spesato oltre 1.700.000 euro di ammortamenti, relativi a tutti gli investimenti che il Consiglio di Amministrazione ha deliberato negli anni. Il saldo della gestione finanziaria è risultato positivo nonostante i significativi investimenti realizzati, finanziati quasi esclusivamente dal patrimonio netto. Il risultato raggiunto consente di chiudere il 2017 con le necessarie coperture per rischi futuri e un importante accantonamento al fondo di riserva.

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