Guglielmo Russo intervistato dal Resto del Carlino

SISTEMA regionale degli aeroporti, con il Ridolfi che può diventarne parte integrante in caso di riapertura, ma anche potenziamento della rete ferroviaria, migliori collegamenti stradali e corridoio adriatico. Legacoop Romagna mette al centro le infrastrutture: tema di cui si è parlato ieri nell’ assemblea dei delegati alla Fiera di Forlì, alla presenza del numero uno nazionale Maurizio Lusetti. Se la sfida per il futuro è innanzitutto culturale – la centrale cooperativa ha assunto a fondamento i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda 2030 dell’ Onu -, c’è anche un traguardo istituzionale da raggiungere. «La Provincia unica di Romagna faciliterebbe le politiche di sistema», premette il presidente Guglielmo Russo. Legacoop territoriale rappresenta 436 imprese, 26.500 occupati e quasi 379 mila soci, per un valore della produzione che sfiora i 7 miliardi di euro. Guglielmo Russo, nella cordata che punta alla riapertura del Ridolfi c’è anche Cmc, azienda di spicco di Legacoop Romagna. Vede di buon occhio questo tentativo?

 

«La polemica stimolata da Confindustria Romagna sulla coesistenza di Forlì e Rimini è inutile. La sostenibilità dello scalo forlivese sarà decretata dal mercato.
In caso positivo, la Regione accompagnerà il Ridolfi nel sistema integrato e punterà alla specializzazione degli scali per evitare una sciocca competizione interna. Questa è la strada tracciata e noi siamo d’accordo».

Dagli aerei ai treni: Forlì resta fuori dall’alta velocità.
«Serve un collegamento migliore con il resto della regione, ma più in generale con l’ Italia e con l’Europa. È un nodo importante, così come il collegamento stradale veloce con Cesena e quelli con Ravenna e la Toscana. Bene invece la tangenziale».

La città è uscita dall’impasse?
«Ha bisogno di tornare a pensare in grande: come Legacoop abbiamo apprezzato il programma dell’amministrazione Drei, il problema è che si sono accumulati ritardi. Sono state fatte cose positive, ma ora serve un forte rilancio dei progetti».

Cosa intende in concreto?
«Uscire dall’ordinaria amministrazione e aggredire i nodi fondamentali dello sviluppo. Occorre ridisegnare l’identità del futuro, servono qualità e stabilità di governo. Bisogna affrontare con decisione i temi dell’ attrattività, della riqualificazione del centro storico e del commercio. Noi siamo a disposizione».

Nel 2019 ci sono le amministrative: auspica un Drei bis?
«Non spetta a noi entrare in tali questioni. È importante che il governo della città risponda a un’ idea strategica. Drei ha detto che a breve manifesterà le sue intenzioni, aspettiamo di sapere».
A proposito di politica, gli argomenti del Movimento 5 stelle stanno seducendo anche molti attori del mondo cooperativo.
«Il loro exploit è stato accompagnato da quello della Lega, i cui consensi sul territorio sono in crescita. Non c’è ansia di riposizionamento e dialoghiamo con tutti a parte gli estremisti. Da tempo stiamo praticando un profilo di autonomia: a partire dalle nostre idee ci mettiamo a disposizione».

E lei si ricandiderà alla guida di Legacoop Romagna nel 2019?
«Mi ricandiderò. Puntiamo a confermare l’attuale governance, abbiamo registrato un consenso sia sul lavoro svolto sia sulle prospettive».

Da voi 9 occupati su 10 sono a tempo indeterminato.
«Abbiamo retto alla crisi anche grazie a politiche di consolidamento, specializzazione e ricerca di nuovi mercati. La nostra forza è il radicamento sul territorio».

di Giuseppe Catapano – dal Resto del Carlino di sabato 5 maggio 2018

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