Il Carlino intervista Guglielmo Russo in vista del congresso

Il Resto del Carlino – 14/3/2019 di LUCIA CASELLI

DOMANI a Cesena Fiera (in via Dismano 3845) si terrà il secondo congresso di Legacoop Romagna, che anticipa di un mese quello nazionale. L’assemblea dell’ associazione è divisa in due sessioni: una pubblica e una privata. Con inizio alle ore 9, la prima parte è aperta a tutti e conta sui saluti del sindaco di Cesena Paolo Lucchi, a cui seguirà l’ intervento del presidente di Legacoop Romagna Guglielmo Russo e la relazione del direttore generale Mario Mazzotti. Non mancherà lo spazio per interventi e dibattiti chiusi da Giovanni Monti, presidente di Legacoop Emilia – Romagna. Terminata la prima sessione, alle 12 si svolgerà il secondo tempo del congresso rivolto solo agli addetti ai lavori, in cui si ripresenta l’ attuale presidenza dell’ associazione romagnola.

Guglielmo Russo, presidente di Legacoop Romagna, domani sarete a congresso, a sei anni dalla fusione. Fu una scelta giusta?
«Assolutamente. La nascita di Legacoop Romagna ci ha consentito e ci consente di rappresentare al meglio le nostre associate».

Parlerete anche di futuro?
«Confermeremo gli asset strategici: innovazione, cogliendo la sfida del digitale, le specializzazioni produttive, la ricerca di nuovi mercati esteri, le collaborazioni e la promozione delle nostre cooperative».

La transizione digitale è un ostacolo per le imprese?
«Il digitale è una sfida enorme, ma la stiamo già affrontando da tempo, attraverso la formazione e le riorganizzazioni produttive».

Come sta la cooperazione?
«C’ è un discorso nazionale da fare.
La nostra politica governativa non punta allo sviluppo, siamo sommersi dalla burocrazia e necessitiamo di mercati di qualità. Bisogna uscire da questo stallo che ci blocca anche dimostrando intolleranza zero verso le false cooperative che sfruttano i lavoratori».

L’ edilizia è stata duramente colpito dalla crisi, come se ne esce?
«Siamo di fronte ad una crisi globale che ha colpito duramente tutti i settori, ma da decenni quello più segnato è senza dubbio quello delle costruzioni. Il governo dovrebbe dichiarare lo stato di crisi, anche perché il codice appalti ha appesantito la situazione».


La Cmc di Ravenna è un’ eccellenza italiana in difficoltà, e numerosi sono i cantieri bloccati anche a Cesena.
«Su Cmc non abbiamo intenzione di mollare, stiamo lavorando per garantire un futuro in termini di tenuta e occupazione».

Che numeri avete oggi?
«In Romagna un cittadino su 4 è nostro socio, grazie a 400 cooperative, oltre 26mila persone occupate e un valore della produzione superiore ai 6 miliardi di euro».

E nella nostra provincia?
«In tutto, Forlì-Cesena conta oltre 150 imprese che fanno capo a noi e il cesenate una settantina».

L’ Alleanza delle cooperative è diventata concreta nel 2017. È stato un bene?
«Sì, indietro non si torna. Abbiamo bisogno di un’ associazione forte e il coordinamento Aci ne è un esempio anzi, al congresso rilanceremo l’ idea della provincia romagnola per gestire temi come turismo, infrastrutture e il sociale».


L’ E45 ha messo in ginocchio il territorio.
«In questi due mesi la superstrada più lunga d’ Italia si è dimostrata la fragilità del nostro territorio. Per questo è importante anche recuperare il corridoio adriatico».

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