Il Circolo Cooperatori funziona a pieno ritmo

S i è tenuta ad aprile scorso l’assemblea del Circolo Cooperatori, per approvare il bilancio 2017, presentare l’attività svolta nell’anno e le proposte di lavoro per i prossimi mesi.
Il Circolo Cooperatori è una associazione culturale sorta a Ravenna nel 1993 con lo scopo di “diffondere valori ideali e conoscenza della realtà e dell’esperienza cooperativa”, promuovendo ricerca storico-sociale, attività di formazione e approfondimento culturale, iniziative ricreative e solidaristiche.
Di ispirazione unitaria, collabora con le tre centrali cooperative (Legacoop, Confcooperative e AGCI) e nel 2015 ha scelto di allargare il proprio territorio principale di riferimento all’intera Romagna (prima il solo ravennate). Ricerche storiche, convegni, dibattiti, pubblicazioni, iniziative sociali: in un quarto di secolo l’associazione ha veramente prodotto molte occasioni di confronto e cultura attiva, non solo per mantenere memoria (e già questo sarebbe buona cosa) delle origini della straordinaria esperienza cooperativa che tuttora caratterizza la Romagna, ma ancor più offrire occasioni di riflessione, confronto e proposta a tutti coloro che ritengono la cooperazione un modello ancora vitale e una opportunità ricca di futuro.

 

Non c’è spazio qui per resocontare quanto fatto, 2017 compreso: basta accedere all’indirizzo internet www.circolocoop.ra.it per averne ampia informazione.
Per i prossimi mesi sono state indicati alcuni progetti di ricerca storica e culturale, alcuni dei quali si evolveranno su più anni. In primis sulla esperienza delle Case del Popolo (tutte, di ogni “colore”) molte nate nella seconda metà del 1800, attive nel 900 (con la triste parentesi del ventennio fascista), tuttora presenti seppur con segni di “usura”: esse sono state un esempio di solidarismo, di comunità vera, luogo e fucina di cooperative, organizzazioni sindacali, partiti politici, insomma autentica democrazia partecipata.
Poi alcune altre ricerche storiche, in collaborazione con istituti di ricerca, fra cui “Anarchici e cooperazione fra la fine dell’800 e la prima guerra mondiale”, per colmare un quadro storico su un aspetto fino ad ora poco indagato, minoritario ma significativo in Romagna. In progetto anche una presentazione, con i protagonisti in diretta, di nuovi ed inediti percorsi di cooperazione (giovani veri che hanno fondato nuove e vere cooperative) nonchè diversi appuntamenti con autori di opere letterarie e saggi, a “tema cooperativo”.
Avranno ovviamente prosecuzione iniziative sociali verso soci e il territorio, quali visite ed, escursioni culturali, e cineforum, curate sempre dal Circolo in modo “professionale”.
L’assemblea ha poi preso atto delle dimissioni (tutte per sopraggiunti impegni famigliari e personali) di tre consiglieri, su diciannove componenti il consiglio di amministrazione: Claudio Sangiorgi, Gianluigi Pasini e Enzo Subini. A tutti un grazie corale e sincero dei soci; un plauso particolare a Sangiorgi, che ha svolto il ruolo di Presidente dal 2012 con proficuo impegno e ammirevole dedizione.
Si sottolinea che tutti i soci e tutti gli amministratori, a qualsiasi livello di responsabilità, del Circolo operano a pieno titolo gratuito senza alcun compenso o indennità.
In sostituzione, sono stati cooptati tre nuovi consiglieri: Giancarlo Ciani, area lughese, Valeriano Solaroli, area faentina e Valdes Onofri, area cesenate, a sottolineare la più ampia operatività territoriale del Circolo. Al primo consiglio di amministrazione è stato nominato nuovo Presidente del Circolo Giancarlo Ciani, di cui è nota l’esperienza in ruoli istituzionali e cooperativi.
Il Consiglio risulta così ora composto da: Daniela Amici, Ugo Antonelli, Liviana Belanzoni, Fabio Bocchini, Ermanno Calderoni, Flavio Casetti, Sofia Castellucci, Giancarlo Ciani (presidente), Alba Dalprato, Pietro De Carli, Federica Fusconi, Adriano Gatta (vice presidente), Gianni Massari, Gilberto Montalti, Ivan Morini, Valdes Onofri, Oriano Piraccini, Francesco Scardovi e Valeriano Solaroli.

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