La cooperativa dei pescatori di Cesenatico dona pesce fresco ai bisognosi

Pesce fresco a casa delle famiglie in difficoltà. L’emergenza coronavirus non ha fermato lo spirito di fratellanza dei pescatori di Cesenatico, che attraverso la loro cooperativa hanno organizzato una risposta di solidarietà. «Non potevamo chiudere – dice il segretario della Casa del Pescatore, Mario Drudi – non sarebbe stato giusto né per i nostri soci, né per la comunità di cui facciamo parte. Per noi essere cooperatori significa esserci soprattutto nei momenti difficili».

In un momento economico e sanitario difficilissimo, con i consumi di pesce crollati e i mutui da pagare, i pescherecci sono usciti in mare. Una trentina di battelli, ognuno dei quali ha donato una o due casse di prodotto. Tutto pesce freschissimo e di stagione: canocchie, moletti, cefali, merluzzi, zanchetti, triglie.

In totale circa 150 chilogrammi, divisi tra un’ottantina di famiglie del paese ,individuate e raggiunte insieme alla Caritas, ai servizi sociali del Comune e alla Protezione civile. Nessuno si è tirato indietro. I commercianti di prodotti ittici hanno collaborato, fornendo gratis due automezzi refrigerati per le consegne casa per casa. Anche i mitilicoltori si sono messi a disposizione, mentre la Guardia Costiera ha concesso i permessi. La reazione delle persone raggiunte è stata commovente. Stampa e tv hanno dato grande risalto all’iniziativa.

Lo sforzo comune della cittadina romagnola spicca nel panorama nazionale per il senso di comunità che esprime, non solo dal punto di vista del buon cuore.

Da sempre i pescatori di Cesenatico – la cui cooperativa è associata a Legacoop Romagna – sono una delle colonne portanti della comunità, con innumerevoli iniziative a favore della collettività e delle famiglie meno abbienti. Ma ridurre le ore settimanali di pesca, così come i quantitativi di prodotto nelle reti, non è una decisione banale. «Lavorare meno, lavorare tutti» è il concetto che è passato.

D’altra parte con ristoranti e alberghi fermi, l’export bloccato e le famiglie tappate in casa l’alternativa era bloccarsi completamente, mandando a picco i prezzi già in pericolosa oscillazione verso il basso. «La cooperazione – spiega Drudi – è nata per essere vicina ai bisogni della gente, sia di chi va in mare, sia di chi in questo momento paga un prezzo economico più alto per la serrata totale. Ci siamo autoregolamentati, per potere lavorare tutti e dare il nostro contributo al superamento di questa crisi, con spirito mutualistico».

L’obiettivo, meteo permettendo, è ripetersi. «Il nostro scopo – continua Drudi – è rafforzare il senso di comunità, perché noi viviamo in simbiosi con la città e tutte le nostre iniziative sono condivise con la gente. Appena possibile torneremo nelle case».

Emilio Gelosi

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