Le elezioni del 4 marzo e le scelte per il Paese

Le elezioni politiche del 4 marzo 2018 ci offrono lo specchio di un Paese attraversato da profonde spaccature geografiche e territoriali: fra nord e sud del Paese, fra centri urbani e periferie, fra aree sviluppate e aree marginali.

Ma la spaccatura più evidente è quella sociale. Una spaccatura figlia dell’aumento delle disuguaglianze paradossalmente aumentate dalla ripresa economica che ha reso più evidente le fratture sociali, reddituali e di opportunità maturate nei lunghi anni della crisi.

Il “terremoto” politico del 4 marzo 2018, che ha visto particolarmente premiate le forze che si sono presentate “in antitesi” alle forze tradizionali, nasce principalmente dalla condizione economica e sociale del Paese. Per questo chiama in causa anche le forze sociali e non solo quelle politiche. Chiama in causa i cooperatori e il movimento cooperativo, in quanto movimento di valori, di imprese e di persone.

Abbiamo bisogno anche noi di interrogarci sulle ragioni di questa frattura che attraversa, come tutto il Paese, anche le basi sociali delle cooperative, il cui comportamento alle urne non è stato per nulla dissimile da quello del restante corpo elettorale.

 

 

Avremo modo poi di confrontarci direttamente con Governo e Parlamento, attraverso gli eletti nel territorio romagnolo ai quali i cooperatori rivolgono un saluto e un augurio di buon lavoro.

Si apre una fase politica molto incerta. Il compito di dare un Governo al Paese è nella mani del Parlamento, sotto la regia e gli indirizzi del Presidente della Repubblica. Come cooperatori auspichiamo che siano i bisogni del Paese, a cominciare dai temi del lavoro, dell’innovazione e della sostenibilità, a orientare il confronto politico e istituzionale.
La cooperazione di Legacoop, insieme alle forze che con noi si riconoscono nell’Alleanza delle Cooperative Italiane, ribadisce di voler essere protagonista di questa nuova fase politica e istituzionale e, nel rispetto dei ruoli, di voler concorrere con tutte le proprie capacità a migliorare il contesto economico e sociale nazionale.

Perciò, e in tempi non sospetti, abbiamo elaborato il Manifesto “Cambiare l’Italia Cooperando”, cercando di contribuire in modo attivo allo svolgimento della prossima legislatura, all’azione del prossimo governo. Con il Manifesto abbiamo voluto precisare la funzione propositiva della cooperazione italiana e il saper mettersi a disposizione del Paese, senza pregiudizio alcuno.

Per quanto ci compete, vogliamo tuttavia sottolineare, senza imbarazzo, il buon lavoro fatto da Parlamento e Governo, in tema di controllo del rapporto deficit /PIL, della legge di contrasto al “caporalato”, della legge sul terzo settore, i provvedimenti di contrasto alla povertà, il provvedimento “Resto al Sud”, Industria 4.0 e gli interventi per favorire l’autoimprenditorialità.

Questi provvedimenti hanno permesso al Paese di affrontare con meno drammaticità una crisi economica e finanziaria senza precedenti.
La cooperazione non può tuttavia non rilevare come su altrettanti temi non si sia fatto a sufficienza, in particolare nel campo degli investimenti pubblici, della lotta alla precarizzazione eccessiva del lavoro, del rapporto con le forze sociali. Abbiamo già individuato alcune priorità di lavoro, consapevoli che solo un confronto aperto e di merito con tutti i soggetti economici e sociali, e un rilancio della concertazione, saprà tradursi in azioni concrete e utili.

In particolare vogliamo ribadire il nostro impegno in merito alle cinque direttrici su cui abbiamo scelto di impegnarci con il Manifesto dell’Alleanza delle Cooperative: Lavoro, Innovazione, Legalità, Welfare, Sostenibilità. In questo confronto saremo guidati solo e soltanto dai principi e dai valori che vogliamo continuare a interpretare e che per noi rivestono da sempre un significativo e più che mai attuale elemento distintivo, come la lotta alle disuguaglianze, il rispetto delle diversità, la qualità del lavoro, mercati aperti e plurali, la partecipazione dei cittadini alla vita economica, l’affermazione di una società aperta, inclusiva e sicura.

Lungo queste strade vorremmo trovare le istituzioni e le forze dell’economia e della società insieme alla cooperazione italiana, a partire da un processo di autoriforma della rappresentanza dei corpi intermedi che anche noi abbiamo iniziato, affiancato da alcuni provvedimenti normativi ormai non più rinviabili come la legge contro le false cooperative, quella sulla rappresentanza per dare certezza e stabilità alle relazioni sindacali e quella sui partiti, in applicazione dell’articolo 49 della Costituzione. Per costruire un sistema economico innovativo ed inclusivo che sappia affrontare con successo la competizione globale senza lasciare indietro nessuno ed offrendo a ciascuno nuove opportunità.

 

Editoriale apparso sul n.3/2018 della Romagna Cooperativa

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