Legacoop Romagna: «Andamento positivo, ora servono investimenti»

L’andamento relativo al 2017 che emerge dalle assemblee di bilancio delle cooperative associate a Legacoop Romagna è in generale positivo. Per alcuni settori e per alcune cooperative – in particolare legate al mondo dell’agroalimentare, del commercio, dell’industria e dei servizi – possiamo parlare di un anno straordinario sul versante del conto economico e della marginalità. Questo ha consentito di erogare ai soci ristorni importanti. Fa eccezione il settore delle costruzioni che ormai da un decennio vive una contrazione del mercato che ormai, purtroppo, è da considerare strutturale. Legacoop Romagna ha garantito la presenza dei propri rappresentanti nella maggior parte delle assemblee, condividendo le indicazioni sulle principali questioni che le imprese ritengono prioritarie per il proprio sviluppo.

 

 

L’analisi di tipo qualitativo riguarda quindi un bacino di riferimento considerevole: Legacoop Romagna rappresenta 436 imprese con 26.500 occupati e quasi 379 mila soci, per un valore della produzione che sfiora i 7 miliardi di euro e un patrimonio di oltre 3 miliardi.

 

Le cooperative reinvestono per natura le risorse disponibili nello sviluppo dell’azienda. Questo ha permesso di superare la crisi in modo migliore rispetto ad altri, ma il 2018 si presenta già con diversi elementi di instabilità in più. Comincia a sentirsi il calo della crescita sui mercati europei per molte cooperative che hanno guadagnato quote di export, mentre nel mercato italiano si fa strada la preoccupazione legata alla contrazione e alla soppressione del “quantitative easing”. L’aumento dello spread non si ripercuote solo sui conti pubblici, ma più in generale su tutta l’economia.

 

 

Alle istituzioni le cooperative chiedono di rilanciare gli investimenti a tutti i livelli, come ribadito nell’ultima assemblea generale di Legacoop Romagna svolta a marzo. Non solo indicendo gare, ma trasformandole velocemente in cantieri. In particolare è necessario sbloccare l’utilizzo delle risorse in parte già accantonate e disponibili da parte degli enti locali. Allo stesso tempo occorre che vengano mantenute le risorse per il welfare, in particolare per la sanità e le politiche sociali.

Guglielmo Russo

Mario Mazzotti

 

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