«Mettiamo al centro i cooperatori»

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I numeri sono imponenti, servono a fotografare il peso della nuova struttura, ma ciò che interessa è come gli stessi riescano a mettere al centro i bisogni della persona. Inizia così il dialogo su Legacoop Romagna con Monica Fantini, Massimo Gottifredi e Valeriano Solaroli. «Perché la prima cosa che abbiamo a cuore sono le donne e gli uomini della cooperazione, la loro vita e il loro lavoro. La nascita di Legacoop Romagna è il modo con cui vogliamo continuare a prenderci cura dei bisogni dei soci e delle loro imprese, con un occhio particolare all’intergenerazionalità. E quindi alla prospettiva di un futuro che non può che partire dal quotidiano», dice Monica Fantini.

Monica Fantini

Monica Fantini è nata il 14 febbraio di 48 anni fa a Forlì. Dopo la laurea in Scienze Politiche e il Master in Business Internazionale per l’Impresa ha avviato una carriera internazionale che l’ha portata in Marocco e area Med, Europa, Palestina e Brasile. Dal 2005 è direttore di Legacoop Forlì-Cesena e nel 2013 è stata nominata vicepresidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna.

 

Ma con una dimensione territoriale più ampia non diventerà tutto più scomodo? «Al contrario: manterremo una presenza forte sui territori, proprio perché le cooperative sono imprese legate alla loro comunità di appartenenza. Ma con la riorganizzazione potremo investire di più per migliorare la qualità e la quantità dei servizi», spiega Gottifredi.
È dal punto di vista istituzionale? Inutile negare che la dimensione “Romagna” sia debole a tutti i livelli. «La riuscita di questo progetto innesca inevitabilmente un fattore di autorevolezza – afferma Solaroli – per la dimensione in cui ci pone e per il percorso che si è fatto, che rende evidenti e coerenti le scelte di cui tanti parlano».
«Parliamo di 478 imprese associate, il 97% delle quali con la sede in questo territorio», riepiloga Monica Fantini. «Sono più di 28mila lavoratori e quasi 380mila soci. Rappresentiamo un pezzo fondamentale dell’economia non solo romagnola, con esperienze qualificanti che ci vengono invidiate in tutto il mondo. Legacoop Romagna è lo strumento per aiutare a crescere chi è ancora piccolo e dare maggiore valore a chi è già presente in mercati più ampi», prosegue.

«Tra l’altro questa scelta politica ha già innescato meccanismi di collaborazione e di rete tra le imprese, che ora hanno una casa comune in cui ritrovarsi per sentirsi rappresentate con la stessa dignità e lo stesso peso», continua Solaroli.

Valeriano Solaroli

Valeriano Solaroli, 58 anni, dal 2011 è direttore di Legacoop Ravenna, dove era entrato 8 anni prima come responsabile del Bilancio, Organizzazione e Sviluppo. In precedenza ha lavorato come quadro presso la Dogana di Ravenna e in diverse aziende manifatturiere. Tra i diversi incarichi ricoperti è presidente della Federcoop “Nullo Baldini” e componente di giunta della Camera di Commercio di Ravenna.

 

«Si è creata una bella squadra: competente, giovane, ma con esperienza. Gente che conosce e che può dare delle risposte, con esperienze diverse di come affrontare la rappresentanza. L’impressione è che unendo le forze abbiamo creato qualcosa di più grande delle singole parti. Non è poco», soggiunge.
«È un modo moderno di interpretare la rappresentanza, in cui la razionalizzazione dei costi è solo uno degli elementi, forse nemmeno il più importante. Potremo dare risposte innovative in rapporto ai sempre diversi problemi che affrontano le imprese», dice Gottifredi.

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Esperto di marketing territoriale e promozione turistica (dal 2006 al 2010 è stato presidente di APT Servizi), Massimo Gottifredi è nato nel 1962 e ricopre da 3 anni la carica di direttore di Legacoop Rimini. Laurea in Giurisprudenza, master all’Alma Graduate School, nella sua lunga carriera ha ricoperto numerosi incarichi di livello istituzionale e insegnato a livello universitario le materie di sua competenza.

 

Eppure il tema dei costi in qualche modo è stato uno di quelli da cui si è partiti. Qual è stato il risultato?
«Superiore alle aspettative, anche perché siamo riusciti a creare efficienze che in una gestione separata non sarebbero state possibili. Il tema dei costi non era al primo posto della scala delle priorità, ma valorizzando le vocazioni di ognuno e razionalizzando i campi di intervento abbiamo ottenuto risparmi notevoli che andranno a beneficio di tutti», afferma Solaroli.
«Siamo in prima fila e questo è un valore aggiunto», conclude Monica Fantini.

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