Nel nuovo codice appalti opportunità e criticità

C’è una specie di brusio di sottofondo che accompagna da sempre la fatica dei cooperatori: «Le cooperative hanno un rapporto “particolare” con le amministrazioni pubbliche, fanno concorrenza sleale». Nel decennio di crisi che abbiamo alle spalle il tono della critica o del pregiudizio si è alzato. Ovvio che, quando il lavoro si assottigli, nascano conflitti e si intensifichino le gelosie, data anche la consistenza della componente cooperativa nell’economia romagnola. Al di là di singoli episodi di malversazioni, che la cooperazione è sempre stata la prima a mettere all’indice, non va dimenticato che se in questo pezzo di Italia la crisi è stata superata meglio che in altri è anche grazie al contributo di una forte cooperazione e ora, piuttosto che indugiare sulle polemiche, quello che serve è mettere a valore il contributo che ciascuno può dare. È questo che ci proponiamo di fare con la nostra iniziativa pubblica, nella convinzione che, in Romagna, noi si possa dare molto!

 

Articolo apparso nel n.10/2017 della Romagna Cooperativa


La missione dell’impresa mutualistica è di rendere protagonisti quelli che il mercato, nella sua spontaneità, metterebbe ai margini: lavoratori, categorie deboli, giovani, persone in difficoltà. In questi anni abbiamo rafforzato l’impegno per promuovere startup giovanili, workers’ buyout, azioni per creare opportunità di crescita e valorizzazione del lavoro femminile.

Ma non intendiamo limitarci alla mera elencazione di casi virtuosi: il fatto è che la Cooperazione ha segnato di sè l’intero modello di sviluppo emiliano romagnolo, formando nuovi protagonisti là dove le dinamiche spontanee del mercato avrebbero creato sacche di emarginazione. Ciò ha liberato risorse, alzato il livello della concorrenza, reso più forte l’intero sistema.

Eppure il pregiudizio esiste. Ecco perché, quando parliamo di codice appalti, dobbiamo essere chiari: non cerchiamo scorciatoie. Quello che serve sono regole certe, a cui ancorare le relazioni tra il pubblico e tutte le imprese, incluse le cooperative.

Il codice è un’opera normativa fondamentale: in Italia esistono centinaia di migliaia di stazioni appaltanti e la penisola è stretta e lunga.
Ciò che serve, di fronte ai tempi lunghi che si prospettano per arrivare all’approvazione dei regolamenti attuativi, è un atteggiamento propositivo e un’azione di monitoraggio e orientamento, affinché le nuove norme siano applicate con equità e le amministrazioni pubbliche mettano in atto tutto quello che è in loro potere perché si possa fare riferimento a parametri certi.

Sugli aspetti tecnici terremo un convegno specifico il 27 novembre (vedi box, ndr) – con esperti e rappresentanti delle istituzioni di livello nazionale. In questa sede mi limito a dire che durante l’evento segnaleremo alcune categorie di comportamenti, purtroppo diffusi, che si discostano dalle best practices propugnate dal codice, con l’effetto di contraddirne uno dei principi fondamentali: quello di sostenere l’accesso agli affidamenti di lavoro e servizi da parte delle piccole e medie imprese, cooperative e non.

Quella dell’implementazione del codice e della qualificazione delle stazioni appaltanti, affinché si uniformino allo spirito delle norme, ivi compreso l’adeguamento del mercato alla dimensione europea, è una bella sfida e noi vogliamo essere in partita.

Gilberto Minguzzi

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