Rassegna stampa: Farina, Copura: «Grazie agli operatori che lavorano in condizioni difficili, chiediamo sblocco mascherine»

da www.ravennanotizie.it – 13/3/2020

Fra i tanti “eroi” che stanno lavorando in condizioni durissime per fronteggiare l’emergenza Coronavirus ci sono anche gli addetti alla pulizia e alla sanificazione e i portantini degli ospedali. In trincea, in prima linea, ci sono medici e infermieri. Subito nelle seconde linee ci sono tutti quegli addetti che sembrano invisibili ma che garantiscono il funzionamento quotidiano di un nosocomio come quello di Ravenna. E qui Copura Cooperative Pulizie Ravenna impiega circa 180 persone addette alle funzioni di cui si parlava in precedenza. Ma non solo a Ravenna, Copura è impegnata anche in altri ospedali della Romagna. Fabio Farina, Direttore Generale di Copura, vuole mandare un segnale di riconoscimento e di incoraggiamento a questo personale che lavora dietro le quinte, in modo prezioso. E vuole farlo perché in una situazione grave come questa chi lavora si fa domande ed è percorso anche da inquietudine e paure. Fra l’altro, continua ad esserci una grave carenza di mascherine protettive, già segnalata a livello nazionale.

“I nostri operatori, che sono meno visibili dei medici e degli infermieri, che sono dei veri e propri eroi, – dice Fabio Farina – non sono però da meno quanto a impegno e abnegazione. Lavorano in simbiosi e sinergia con medici e infermieri da tanti anni e tutti insieme assicurano il funzionamento delle nostre strutture sanitarie. Oggi lavorano in condizioni difficilissime e voglio ringraziarli e incoraggiarli. In questa situazione di stress abbiamo delle criticità, il nostro personale è preoccupato della situazione e delle condizioni in cui si opera. C’è anche chi è recalcitrante a lavorare in questa situazione, il che è comprensibile.”

Che cosa li preoccupa di più?

“Intanto c’è la preoccupazione per i continui cambiamenti delle disposizioni del Governo, con questo alzare continuamente la soglia, l’asticella delle misure di precauzione e attenzione. Poi ci sono le fake news, gli allarmi. Non sempre il personale si sente tranquillo nell’andare a lavorare dentro un ospedale. Per questo voglio ringraziarli pubblicamente e vorrei che anche i cittadini capissero lo sforzo che questi operatori stanno facendo insieme a medici e infermieri. Il nostro personale fa non solo la logistica, ma si occupa del trasporto dei malati, della sanificazione a partire dalla terapia intensiva, sono servizi molto delicati. E poi, in particolare, c’è preoccupazione per la carenza dei dispositivi di sicurezza.”

Che cosa manca?

“Come è noto c’è un gravissimo problema di reperimento delle mascherine che la nostra associazione ha già segnalato a livello nazionale (si legga il documento qui sotto riportato, ndr). Un problema generalizzato, che puntualmente troviamo anche a Ravenna. Ecco, noi vorremmo che le Autorità intervenissero per sbloccare la situazione, perchè anche noi possiamo dotare di adeguata protezione tutti coloro che operano negli ospedali. Anche noi stiamo lavorando per aiutare il Paese e svolgiamo un servizio essenziale. Ma lo dobbiamo fare in sicurezza.”

Copura

“Seriamente a rischio le condizioni igieniche e di sicurezza negli ambienti sanitari, ospedalieri e non solo a causa dell’impossibilità per le imprese che svolgono servizi di pulizia e sanificazione di reperire gli adeguati Dispositivi di Protezione Individuale (quali mascherine, calzari, guanti, camici, occhiali, ecc), con conseguente impossibilità di garantire la sicurezza dei propri dipendenti e collaboratori e quindi di conseguenza di esercitare un servizio pubblico essenziale, indispensabile per combattere la diffusione del COVID-19”.

Con queste parole Anip-Confindustria e Alleanza delle Cooperative Produzione e Servizi hanno lanciato il 12 marzo il proprio allarme su un problema di grave emergenza che si sta determinando in queste ore e che potrebbe avere serie conseguenze per la salute di operatori sanitari e addetti che a vario titolo svolgono mansioni presso gli ambienti ospedalieri e sanitari e di pazienti ed utenti cui è rivolto il pubblico servizio erogato.

“Le nostre imprese, – continua la nota – pur attivandosi tempestivamente negli ordinativi dei DPI necessari, si trovano con gli ordini bloccati e impossibilitate a rifornire i propri dipendenti nel rispetto delle vigenti norme di sicurezza sui luoghi di lavoro e secondo quanto recentemente disposto dai DPCM in tema di prevenzione e profilassi afferenti l’emergenza Coronavirus. Questo comporta che non saranno più nelle condizioni di poter svolgere il proprio lavoro con tutte le conseguenze che può determinare una mancata igienizzazione degli ambienti ospedalieri e sanitari.”

L’impossibilità per le imprese di ricevere gli ordinativi di DPI è conseguente all’Ordinanza del Capo della Protezione Civile n. 639 del 25 febbraio 2020, che prevede priorità assoluta, rispetto ad ogni altro ordine anche se emesso precedentemente, agli ordinativi di acquisto del Dipartimento della Protezione Civile che in base alle richieste provvede alla distribuzione a livello regionale.

“Pur consapevoli – continuano le Associazioni – dell’importanza per la Protezione Civile e per le strutture e amministrazioni che operano in prima linea di dotarsi dei DPI previsti, lanciamo un grande grido di allarme alle istituzioni preposte, facendo presente altresì l’importanza che questo venga consentito anche a chi svolge un servizio essenziale di pubblica utilità, quale quello delle pulizie e della sanificazione, chiedendo inoltre alle Regioni di individuare e comunicare le modalità con cui le imprese possono richiedere i dispositivi e garantire l’attività lavorativa”.

“I nostri lavoratori – conclude la nota – non possono lavorare senza DPI dovendo tutelare la propria salute, ma non possono neanche stare a casa affinché venga tutelata la salute di tutti e possano svolgere il lavoro cui sono preposti, facendo la propria parte nella battaglia al contenimento dell’emergenza sanitaria che ha investito l’intero territorio nazionale.”

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