Stop alle false cooperative, al via la raccolta firme in Romagna

 

Ha preso il via anche in Romagna la raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare contro le false cooperative. Si tratta di imprese solo formalmente mutualistiche, ma che in realtà inquinano il mercato usurpando la reputazione delle cooperative vere: si offrono a prezzi più bassi di quelle che agiscono correttamente rispettando i diritti di chi lavora, pagano meno i lavoratori, non adottano le misure di sicurezza nei posti di lavoro, spesso eludono il fisco chiudendo e riaprendo le attività sotto un nuovo nome. I controlli, anche per l’inadeguatezza di organico di chi sarebbe tenuto farli e per l’inadeguatezza delle normative, sono rarissimi e le sanzioni insufficienti.

I rappresentanti delle associazioni che costituiscono l’Alleanza delle cooperative in Romagna (AGCI Forlì-Cesena-Rimini, AGCI Ravenna-Ferrara, Legacoop Romagna, Confcooperative Forlì-Cesena, Confcooperative Ravenna e Confcooperative Rimini) si sono incontrati oggi per definire in modo congiunto un programma di iniziative nei territori. L’obiettivo a livello nazionale è di raccogliere almeno 50.000 firme entro i prossimi sei mesi da depositare in Cassazione. A quel punto il Parlamento sarà chiamato a discutere e votare la proposta.

La proposta di legge prevede la perdita della qualifica di cooperativa per le imprese che non siano state sottoposte alle revisioni e ispezioni; la definizione di un programma di revisioni per i settori più a rischio; la tempestiva comunicazione dello scioglimento delle cooperative all’Agenzia delle Entrate; la creazione di una cabina di regia al Ministero dello Sviluppo Economico che coordini i soggetti chiamati a vigilare.

La raccolta di firme è il tassello di una lotta più ampia con cui l’Alleanza delle Cooperative mette nel mirino il massimo ribasso nelle gare d’appalto, il mancato rispetto del contratto di lavoro, le infiltrazioni mafiose (grazie all’applicazione del Protocollo di legalità già sottoscritto con il Ministero dell’Interno), il rafforzamento della partecipazione dei soci ai processi decisionali e il sostegno agli osservatori territoriali della cooperazione.

 

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