Un mercato volontario di CO2 basato sull’agricoltura, al via in Italia e Croazia il progetto GECO2

Il progetto europeo GECO2 si unisce alla lotta ai cambiamenti climatici, per sviluppare un nuovo modello agricolo e industriale sostenibile. Istituirà centri regionali per il monitoraggio dei cambiamenti climatici e introdurrà le aziende italiane e croate ad un nuovo mercato volontario del carbonio per monetizzare le pratiche agricole. Il bilancio totale è di quasi 2,5 milioni di euro    

Il giugno più caldo mai registrato e le violente grandinate di inizio estate in Emilia-Romagna hanno purtroppo confermato i moniti della scienza: le regioni adriatiche stanno già affrontando le conseguenze più drammatiche del riscaldamento globale. Cosa possiamo fare per proteggerci e mitigare gli effetti di questa sfida epocale? L’agricoltura gioca un ruolo fondamentale, quindi “coltiviamo un clima migliore”: è questo il grido di battaglia di una nuova iniziativa europea per combattere il cambiamento climatico e il riscaldamento globale, il progetto GECO2.

L’incontro di presentazione tenuto a Ravenna il 27 e 28 giugno scorso è stata la prima tappa di un percorso in cui gli agricoltori delle regioni adriatiche italiane e croate saranno tra i principali protagonisti. Il progetto si concluderà nel giugno 2021 e ha un budget totale di quasi 2,5 milioni di euro, grazie al finanziamento del programma Interreg CBC Italia-Croazia.

L’idea innovativa alla base di GECO2 è quella di fare partire un mercato volontario di emissioni equivalenti di anidride carbonica (CO2e) basato sul settore agricolo. L’anidride carbonica, o CO2, è il gas serra più importante. Le statistiche dicono che ogni cittadino italiano ne genera più di 7 tonnellate all’anno. L’uso sconsiderato dei combustibili fossili è il principale colpevole, ma nuove e più avanzate pratiche agricole possono controbilanciare una parte delle emissioni di gas serra catturando e immagazzinando la CO2 nei campi.

Ma se un agricoltore potesse misurare e monetizzare queste attività? Chi potrebbero essere i potenziali acquirenti? «Le aziende di trasformazione, ad esempio, che vogliono identificarsi sul mercato con prodotti qualificati dal punto di vista ambientale potrebbero usare l’acquisto dei crediti per compensare le proprie emissioni e dare valore aggiunto alla propria produzione», ha detto il project manager Antonio Cinti. «Le comunità locali inoltre godrebbero di migliori condizioni ambientali e della disponibilità di prodotti più ecologici sia freschi che trasformati. Ci aspettiamo risultati vantaggiosi per tutti».

«Le popolazioni che vivono sul mare Adriatico sono state particolarmente esposte a forti ondate di calore, lunghi periodi di siccità, piogge distruttive e venti devastanti», ha dichiarato Vittorio Marletto, responsabile dell’Osservatorio sul clima di ARPAE (Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l´energia dell´Emilia-Romagna), coordinatore del progetto GECO2. «L’accordo di Parigi del 2015 sui cambiamenti climatici ha disposto l’eliminazione delle emissioni dovute ai cambiamenti climatici entro la metà del secolo, ma per contenere l’aumento della temperatura globale abbiamo bisogno di contromisure immediate, prima che sia troppo tardi».

Il mercato delle emissioni di carbonio è al centro dell’attenzione di GECO2, ma il progetto ha altri due importanti obiettivi. «Il primo è quello di creare una rete di osservatori locali per monitorare e comprendere i cambiamenti climatici nella regione adriatica. Il secondo è quello di aiutare le comunità locali a realizzare misure di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici», ha spiegato Francesca Montalti, Vice Presidente di Innovacoop.

I partner di GECO2 sono ARPAE (capofila del progetto), CIHEAM Bari, Regione Molise, Regione Marche, Rera sd per il coordinamento e lo sviluppo della Contea di Spalato Dalmazia, Agrra – Zara (Zara), Agenzia di sviluppo rurale della Contea di Dubrovnik Neretva e Legacoop Romagna.

All’incontro di avvio era presente anche Diana Gracin Petrovic, Programme Manager del programma europeo di cooperazione transfrontaliera Interreg Italia-Croazia, che finanzia il progetto. «Il progetto GECO2 porterà importanti benefici per i cittadini italiani e croati», ha dichiarato.


ENGLISH VERSION

A new voluntary CO2 market based on agriculture: the GECO2 project launches in Italy and Croatia

The GECO2 European Project joins the fight against climate change, to develop a new agricultural and industrial sustainable model. It will set up regional centers for monitoring climate change and will introduce 

Italian and Croatian companies to a new voluntary carbon market to monetize farming practices. The total budget is almost 2.5 million euros

The hottest June ever recorded and the violent hailstorms of this early summer in Emilia-Romagna have sadly confirmed the warnings of science: the Adriatic regions are already facing the most dangerous consequences of global warming. What can we do to protect ourselves and mitigate the effects of this momentous challenge? Agriculture plays a main role, so “let’s farm a better climate”. It’s the battle cry under which a new European initiative to fight climate change and global warming was born: the GECO2 project.

The kick-off meeting held in Ravenna on June 27 and 28 has been the first stage of a path where farmers living in the Adriatic regions of Italy and Croatia will be among the main protagonists. The project will end in June 2021. Its total budget is almost 2.5 million euros, financed by the Interreg Italy-Croatia Cross Border Cooperation Programme.

The innovative idea behind GECO2 is to start a voluntary market of carbon dioxide equivalent emissions (CO2e) based on the agricultural sector. Carbon dioxide, or CO2, is the most relevant greenhouse gas. Stats say that every Italian citizen generates more than 7 tons of it every year. The reckless use of fossil fuels is the main culprit, but new and more advanced farming practices can counterbalance a fraction of greenhouse gas emissions by capturing and stocking CO2 in soils.

What if a farmer could measure and monetize these activities? Who could be the potential buyers? «Industrial or service companies concerned with sustainability, for example, who want to label and market CO2 free products compensating their co2e emissions and adding a significant value to their products», said the project manager, Antonio Cinti. «Furthermore, local communities would enjoy better environmental conditions and eco-friendlier products both from primary and secondary sectors.  We expect a win-win situation».

«Populations living by the Adriatic Sea have been particularly exposed to strong heat waves, long periods of drought, destructive rains and devastating winds», said Vittorio Marletto, GECO2 project coordinator and ARPAE (Regional Agency for Prevention, Environment and Energy of Emilia-Romagna) Climate Observatory Manager. «The 2015 Paris Agreement on climate change has negotiated the elimination of climate change emissions by the half of the century, but to hold the increase in global temperature we need immediate countermeasures before it’s too late».

The carbon emissions market is the focus of GECO2, but the project has two more important goals. «The first is to create a network of local observatories aimed to monitor and understand climate changes in the Adriatic region. The second is to help local communities to carry out climate change adaptation and mitigation measures», explained Francesca Montalti, Vice President of Innovacoop.

The partners of GECO2 are ARPAE (project leader), CIHEAM Bari, Molise Region, Marche Region, Rera sd for coordination and development of Split Dalmatia County,  Agrra – Zadar (Zara) County rural development agency, Dubrovnik Neretva Region and Legacoop Romagna.Diana Gracin Petrovic, Programme Manager of the EU Interreg Italy-Croatia cross-border cooperation programme that funds the project, attended the kick-off meeting. «The GECO2 project will bring important benefits for the citizens of Italy and Croatia», she said.

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